Tutela civium ed i suoi primi quindici anni. Intervista al presidente Pisano Stampa

 Di Roberto Galasso

 

Tre lustri fa, a Luzzi, con la nascita di “Tutela Civium” si diede inizio a un’incisiva opera di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi sul territorio luzzese. Oggi (domenica)  si terrà la 15^ assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio e il rinnovo delle cariche sociali. Un appuntamento importante di cui abbiamo parlato con il presidente Gianfranco Pisano. 

Presidente, come nacque l’idea di dar vita a “Tutela Civium”?

«Tutto ebbe inizio dopo che alcuni di noi seguirono, nel 1998, il corso organizzato dalla Provincia di Cosenza in collaborazione con il Mo.V.I., inerente all’autotutela per un esercizio attivo della cittadinanza. Un percorso formativo mirato a sviluppare la cultura della solidarietà e promuovere la sensibilizzazione del territorio sui temi del rischio ambientale, utilizzando come veicolo la diffusa presenza del volontariato».

 

 

Chi furono i soci fondatori?

«A dare inizio a quest’avventura oltre a me c’era Tonino Plastina, Tonino Montalto, Mario Pio Montalto, Michele Gioia, Elio Murano, Maria Curti, Bombina Gencarelli, Gianpiero Basile, Romano Basile, Maria Annunziata Longo, Vittoria Rago, Emilio  Arnieri, Ettore Garritano, Dino Pisano e Piero De Marco». 

Tra le tante iniziative attuate in questi anni, quali sono quelle che hanno inciso di più sulla popolazione luzzese?

«Certamente le tre esercitazioni che hanno messo in luce le lacune del sistema di protezione civile locale, principalmente quello inerente alla telecomunicazione. Per tale motivo siamo riusciti ad avere una frequenza radio e un ponte ripetitore per il territorio luzzese. Tale progetto si è realizzato anche grazie alla sensibilizzazione dell’amministrazione comunale alla tutela dei cittadini, al costante aggiornamento della pianificazione d’emergenza, alle attività di tutela del territorio e monitoraggio dei fiumi».

L’azione di “Tutela Civium” è sempre stata rivolta al volontariato di protezione civile. C’è qualche evento che vi ha segnato in particolare?

«Sicuramente la prima grossa emergenza cui abbiamo partecipato, cioè “Cerzeto 2005”. Vedere la popolazione di Cavallerizzo abbandonare le proprie abitazioni è un brutto colpo, affrontare le persone con disabilità anche con una semplice esercitazione e non sapere come muoversi. Poi nel 2007 l’esperienza di condivisione di procedure molto importanti in veste di partner del Development Enterprise of Achaia Prefecture (Nea) , assieme ad enti di Grecia e Bulgaria, del progetto “Promylife - How to better protect my life in major emergencies”». 

La vostra esperienza nel settore via ha portato anche a collaborare nella stesura di Piani Comunali di Protezione Civile di diversi paesi della Calabria.

«E’ vero, abbiamo collaborato con i comuni di Piane Crati, Paludi, Pietrafitta, Celico, Figline Vegliaturo, Orsomarso, Altomonte, Luzzi e Mongiana (VV). Con la Regione Calabria, invece, la nostra collaborazione ha riguardato la stesura del Documento d’Impianto dell’esercitazione sismica “Calabria 2011” solo per la parte inerente alla disabilità. C’è poi la convenzione con l’Università della Calabria - Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali - e il Dipartimento Nazionale della protezione civile per i tirocini di formazione e orientamento».

Lei è presidente di “Tutela Civium” sin dalla sua costituzione. Un compito non facile che ha svolto con passione e impegno. Si dice che adesso è pronto a lasciare…

«Oggi l’associazione deve diventare patrimonio dei nuovi volontari luzzesi. Sono fermamente convinto che a un certo punto bisogna lasciare spazio agli altri. Questo è il mio pensiero. Come ho affermato in occasione della festa del nostro protettore, S. Pio, il 23 settembre dell’anno scorso, sono sicuro che il futuro presidente che sia io o qualcun altro deve dare nuova linfa all’associazione, con nuove idee e tanta operatività, anche perché oggi l’associazione è dotata di buone attrezzature e Dispositivi di Protezione Individuale». 

Quali sono i progetti futuri dell’associazione?

«Per i progetti futuri bisognerà aspettare il rinnovo delle cariche sociali. Personalmente non lascerò il mondo del volontariato, ma al contrario ho l’impegno morale di perseguire la realizzazione del progetto “Soccorso Senza Barriere”: l’impegno di organizzare un’azione di sensibilizzazione sulla necessità che i comuni predispongano la mappatura delle persone con disabilità, adottando una simbologia diversificata in relazione alle diverse disabilità e che le Regioni approvino le nuove Linee Guide per la Pianificazione d'Emergenza, con un occhio di riguardo alle persone disabili».

 

 

 

Roberto Galasso

 

 

Fonte: Diritto di Cronaca